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La produzione di pesche italiane per l’estate 2020

Quest’anno la produzione di pesche italiane ha avuto una grande diminuzione, dovuta principalmente alla situazione atmosferica in primavera.

Tra i frutti più richiesti in estate, le pesche sono sicure protagoniste delle nostre tavole, ma quest’anno abbiamo meno disponibilità.

La produzione di pesche italiane per il 2020 è infatti più contenuta rispetto all’anno scorso di circa il 30% su  base nazionale.

Ha inciso in questo calo principalmente l’impatto che le gelate hanno avuto nel periodo marzo aprile.

Proprio nel periodo di fioritura, anticipata per via delle temperature che erano già miti, si sono verificate diverse gelate e soprattutto il territorio dell’Emilia Romagna ne ha subito conseguenze importanti.

Anche nel centro sud, la disponibilità è calata a causa della perdita di prodotto per le gelate arrivate in Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Basilicata.

La regione che ha subito i danni più pesanti per le gelate, è stata proprio l’Emilia Romagna.

Oltre alla perdita di prodotto, si aggiunge la diminuzione di superficie coltivata, in particolare per le pesche ed in minor misura per nettarine e percocche.

Si stima che il calo di produzione in Emilia Romagna, rispetto al 2019 che rappresentò un anno molto positivo in termini di produzione, possa superare il 50%.

Come riportato da Confagricoltura, oltre alle gelate anche la mancanza di manodopera dovuta al blocco per l’emergenza sanitaria ha inciso sui raccolti.

La situazione è negativa non solo nella nostra regione ed in tutta Italia, ma anche nelle altre nazioni europee.

Tutti i paesi produttori stimano un volume di pesche inferiore rispetto all’anno scorso, ed in generale rispetto al periodo precedente, principalmente per le temperature miti registrate durante l’inverno che subendo l’arrivo delle gelate hanno compromesso il raccolto dei frutti.

Il rischio di avere un cosi drastico calo di produzione interna, oltre ad incidere sui costi può portare all’aumento dell’importazione, che dovendo subire lunghi viaggi va a penalizzare la qualità e la freschezza.

L’Italia infatti, resta ancora il primo produttore europeo per mele, pere, nettarine, meloni, limoni, arance, clementine, fragole e castagne.

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